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Editoriale del numero 2.1

17 settembre 2010
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Socrates
Ci racconta Socrate che in un lontano giorno Re Thamus d’Egitto ricevette la visita del dio Theuth famoso per le sue invenzioni quali i numeri, il calcolo, la geometria, l’astronomia, il gioco dei dadi ma soprattutto per aver inventato l’alfabeto e la scrittura. Re Thamus però essendo premuroso e diffidente, analizzò e soppesò tutte le invenzioni del dio Teuth ed in particolare lo interrogò sul perché della scrittura: “Questa scienza, o re, renderà gli Egiziani più sapienti e arricchirà la loro memoria, perché questa scoperta è una medicina per la sapienza e la memoria”.
Ma Re Thamus rispose: “O ingegnosissimo Theuth, una cosa è la potenza creatrice di arti nuove, altra cosa è giudicare quale grado di danno o di utilità esse posseggano per coloro che le useranno. E così ora tu, per benevolenza verso l’alfabeto di cui sei inventore, hai esposto il contrario del suo vero effetto. Perché esso ingenererà oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di esercitarsi la memoria perchè fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non più dall’interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria ma per richiamare alla mente. Né tu offri una vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l’apparenza perchè essi, grazie a te, potendo avere notizie di molte cose senza insegnamento, si crederanno di essere dotatissimi, mentre per la maggior parte non sapranno nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni, invece che sapienti”.

Quanto attuali sono per alcuni le preoccupazioni di Thamus se rapportate alle rete. Potrà internet fare più “danni” dell’alfabeto?
Ogni grande cambiamento richiede un periodo di ambientazione e certamente distrugge vecchi equilibri per instaurarne di nuovi. Questa sorta di “bilancia informatica” sta oscillando dall’ informazione di qualità all’informazione unicamente nozionistica, spesso superata. Sono molti i canali che ci portano tali dati “medico-scientifici”, la rete è uno di questi, con le differenze e le potenzialità che conoscete ma soprattutto con la caratteristica di un enorme massa di informazioni. Come distinguere quindi il rumore di fondo della grande quantità per ascoltare pochi suoni puri? Nel nostro piccolo specifico abbiamo tentato di proporre il nostro progetto (nel Programma Socrates appunto) per filtrare l’informazione e per renderla disponibile a colpo di mouse, ma pur avendo ricevuto moltissimi apprezzamenti abbiamo fallito. Difficile è a tal punto sapere se Theuth non si sia fatto ben comprendere o se Thamus non abbia recepito la necessità, resta il fatto che nessuno dei due può impedire o rallentare la crescita di un fenomeno così innovativo, che per sua natura diverrà esteso e caotico. Entrambi hanno a cuore la sapienza e l’intelligenza “degli egiziani”, ma ognuno vede probabilmente proiezioni verso il futuro differenti per tempi e modalità.
Internet attualmente può essere paragonata al cervello di un bambino infatti possiede una grande attività di formazione e taglio di circuiti neuronali, alcuni di questi rimarranno perché usati di frequente altri scompariranno per indirizzare le risorse altrove. Nostro compito deve essere quello di fornire la giusta metodologia scientifica e fornire le giuste “rotte di navigazione” privilegiando la qualità alla quantità altrimenti il cervello di questo ipotetico bambino come dice Thamus “avrà notizie di molte cose senza insegnamento” e rimarrà incapace di reperire e fornire la giusta risposta quando interrogato.

bibliografia

Platone Opere complete 3 Biblioteca Universale Laterza 1996 pag.274

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