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Bandaggio indiretto: perché siamo così riluttanti?

17 settembre 2010
posted by editor

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Nell’ultimo numero del VJO troverete un articolo clinico sul bandaggio indiretto. Abbiamo testato un nuovo adesivo proposto dalla 3M Unitek. Nonostante le resine e gli adesivi diventino sempre più veloci e resistenti, c’è solo un debole apprezzamento del bandaggio indiretto. O sarebbe meglio dire che molti ortodontisti ritengono il bandaggio indiretto un’eccellente tecnica, ma solo pochi lo usano veramente. La domanda è : perché?

Il bandaggio indiretto permette un posizionamento preciso del bracket. Farlo sui modelli in gesso è molto più facile: si può controllare meglio l’inclinazione o la rotazione di un dente senza disturbare il paziente. Si può verificare l’inclinazione delle radici con la radiografia in una mano e i modelli nell’altra. Si possono posizionare perfettamente i bracket anche sui primi e secondi molari.

La rimozione dell’eccesso di composito intorno agli attacchi è più semplice. L’esatta quantità di composito può essere deposta senza utilizzare scalers o frese in bocca al paziente.

Infine si può fare un bandaggio completo delle due arcate in soli 10 minuti.

Gli ortodontisti che sono riluttanti dicono di essere molto veloci nel posizionare i bracket con il sistema tradizionale e di non necessitare metodiche più veloci. L’affermazione può essere vera, ma tutti sanno che l’attenzione umana diminuisce nel corso della giornata, specialmente se si debbono fare azioni ripetitive per ore. Posizionare un bracket sbagliato significa doverlo rimuovere nell’appuntamento successivo perdendo così tempo inutilmente.

Altri ortodontisti sostengono che il bandaggio indiretto è costoso perché sono necessari altri materiali (Silicone, mascherine di trasferimento ecc.). Se si usano mascherine termostampate, si spendono solo poche lire per ogni paziente. Dato che il bandaggio può essere preparato da un’assistente, risparmiate il vostro tempo. E questo è un vero risparmio.

Credo che il bandaggio indiretto sia una nuova visione verso la cura del paziente: miglior posizionamento, miglior igiene, procedimento più veloce. Se il vostro modo di concepire l’ortodonzia guarda verso il futuro, per favore provate a pensarci!

Alberto Mazzocchi
VJO associate editor

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