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Comunita virtuali

16 settembre 2010
posted by editor

Oggi internet è sulla bocca di tutti ma spesso la sua conoscenza è molto superficiale. La maggior parte dei nuovi utenti pare prediligere il World Wide Web, il W.W.W. appunto, pero’ Internet è molto altro, newsgroup, forum, mailing list tanto per citare alcune potenzialita. Secondo recenti statistiche gli internettiani piu anziani prediligono e frequentano più le comunita virtuali, prevalentemente testuali, che gli spazi web sempre piu graficamente accattivanti. Perchè allora folte schiere di Web-designer, Art-director, e Web-master si sforzano di realizzare bellissimi siti commerciali? Probabilmente si cerca di camuffare la mancanza di contenuti con una bella copertina. Al contrario le comunita virtuali rifuggono da grafiche sofisticate trovando la loro motivazione nel comune interesse che le anima. Rappresentano da sempre lo strato basale della rete perche il loro razionale è l’intelligenza collettiva che le anima, e le sviluppa. Nella comunita’ virtuale, non si condividono solo file, programmi, o musica, si condivide se stessi, le proprie esperienze, le proprie speranze, aspirazioni, frustrazioni con o senza collegamento col mondo cosiddetto reale. Due mondi paralleli favolosamente intrecciati. Le comunita reali rigide e con forte senso di appartenenza e gerarchia fanno da contraltare a quelle virtuali piu eteree, impalpabili ma forse anche per questo più partecipate e vissute. Il mezzo tecnologico che a qualche osservatore puo sembrare freddo e sterile, consente l’aggregazione, e la condivisione delle esperienze, perche il singolo argomento proposto viene spesso discusso e scomposto secondo la prospettiva di ciascuno dei partecipanti alla community. Da questo confronto ne derivano opportunita e vantaggi tipici dei gruppi di studio nei quali la diffusione dell’informazione non è ex-cattedra bensi orizzontale perchè tipicamente propagata mediante lo scambio di esperienze tra colleghi. Questa modalita di confronto e scambio, per l’informalita che la caratterizza, è ottimale nel far emergere dubbi clinici e terapeutici. Al tempo stesso il commento dell’esperto di turno viene vissuto come suggerimento e consiglio che acquista il giusto valore che la comunita scientifica, ma soprattutto quella virtuale gli assegna, indipendentemente dai riconoscimenti ufficiali. In Italia abbiamo partecipato alla creazione della comunità virtuale degli odontoiatri (www.edentist.it ), comprendendo in essa anche gli ortodontisti ed in due anni abbiamo raggiunto quasi 3000 iscrizioni, convenzioni per i nostri iscritti ed iniziato un programma di formazione continuativa. Ottimi risultati, realmente insperati, ma soprattutto tanta soddisfazione nel ricevere ringraziamenti diretti ed indiretti da parte di chi, seguendo i consigli propagati dalla lista, ha risolto problematiche cliniche che altrimenti avrebbero generato delusione e frustrazione o più semplicemente ha colto quel suggerimento intelligente al quale non aveva pensato.

Vorrei citare il filosofo Pierre Lévy:” ….. L’intelligence humaine ? Son espace est la dispersion. Son temps, l’éclipse. Son savoir, le fragment. L’intellectuel collectif réalise son remembrement. Il construit une pensée transpersonnelle mais continue. Une cogitation anonyme, mais perpétuellement vivante, partout irriguée, métamorphique. Par l’intermédiaire des mondes virtuels, nous pouvons non seulement échanger des informations mais vraiment penser ensemble, mettre en commun nos mémoires et nos projets pour produire un cerveau coopératif. ….”

Pierre Lévy, L’Intelligence collective. Pour une anthropologie du cyberespace (Paris, La Découverte, 1994)

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